Istallare Flock su Ubuntu

Beh, non è la cosa più immediata del mondo…

Flock è uno dei miei browser preferiti, fortemente orientato al web 2.0. Mi sarebbe dispiaciuto rinunciarci una volta passato a Linux, così l’ho scaricato e istallato sul mio Ubuntu 9.04.

flock

Prima nota: Flock non è tra le applicazioni istallabili direttamente dal menu applicazioni.

Per questo è necessario scaricare manualmente il pacchetto dal sito ufficiale.

L’istallazione del pacchetto è molto semplice. Se, come me, non siete esperti di Linux, potete seguire le linee guida di questo tutorial, ma non è strettamente necessario fare tutto da command line (io ho preferito aprire la finestra nautilus e scompattare manualmente l’archivio compresso nella directory /opt). Per le altre operazioni, consiglio comunque di seguire il tutorial.

Seconda nota: ad un certo punto vi rendete conto che, ovviamente, bisogna istallare i vari plugin, tra cui l’indispensabile flash player.

Probabilmente ce l’avrete già istallato come plugin per Firefox. In ogni caso, per istallare il pacchetto ci vuole davvero un attimo. Il guaio è che, una volta istallato, Flock non lo rileva e vi continuerà ad avvertire della necessità di istallare il plugin.

Il problema nasce dal fatto che il plugin è istallato tra i plugin di Firefox e non è, quindi, disponibile per Flock.

Allora bisogna creare un link simbolico (come spiegato qui) all’interno della directory /opt/flock/plugins che punti a tutti i plugin disponibili per Firefox. Ecco il comando:

sudo ln -s /usr/lib/mozilla/plugins/* /opt/flock/plugins

Ora Flock non vi darà più problemi … o quasi. I problemi continuano con i video ad HD di YouTube, ma è un problema che riscontro anche in Firefox.

Qualcuno sa dove mettere le mani?

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Bluefish

Se doveste decidere di non usare un editor a pagamento, come Dreamweaver, quali sono le soluzioni che adottereste?

Ho provato per un po’ ad usare Kompozer (il vecchio NVU), ma non l’ho mai gradito.

bluefish

Nei giorni scorsi ho scoperto, un po’ per caso, un ottimo editor testuale per sistemi Linux che lavora benissimo anche con Php: Bluefish. Il motivo per cui mi è piaciuto subito è la disponibilità di un menu che consente, con un click, di inserire al volo del codice, senza star lì a digitarlo:

iterate

La voce “Iterate over Array”, ad esempio, genera il seguente codice:

foreach ($mioarray as $key => $value) {

}

Inoltre, è estremamente semplice inserire le classiche scorciatoie da tastiera. Se volete inserire, ad esempio, questo codice con un rapidissimo CTRL+i, basta posizionare il mouse sulla voce di menu e digitare la combinazione di tasti. Immediatamente la voce di menu cambia così:

iterate

Per eliminare la combinazione di tasti, basta posizionarsi di nuovo col mouse sulla voce di menu e premere backspace (vedi la documentazione).

Insomma, mi piace 🙂

Primi passi con Ubuntu

A un certo punto, può accadere che uno non sopporti più la Microsoft e i suoi sistemi. Personalmente, ho sempre sofferto di insofferenza per Windows, ma un po’ per pigrizia, un po’ per mancanza di tempo, non ho mai pensato seriamente di cambiare.

Poi è successo che i limiti e i problemi sono diventati intollerabili e ho scaricato Ubuntu.

scrivania
L’istallazione è stata molto più semplice del previsto. In pratica ho dovuto solo aspettare che il sistema facesse il suo lavoro. Il software di istallazione ha individuato le partizioni, mi ha chiesto se mi andasse bene quello che stava per fare, e poi mi ha istallato Ubuntu nella partizione dei dati (già esistente), senza andare minimamente a toccare il vecchio sistema (che, comunque, può essere tranquillamente richiamato in fase di avvio del computer).

Il software già presente nell’istallazione lo utilizzavo già (Firefox 3, OpenOffice e Gimp), quindi nessun salto nel buio.

Qualche titubanza l’ho avuta con l’istallazione di XAMPP. In effetti, non era così imediata…

Ma si risolve in fretta. L’istallazione va effettuata da command line. In effetti, ho avuto qualche perplessità con i privilegi di amministrazione: con un account normale, anche se unico, non è possibile scrivere nelle directory di sistema. Allora? Si va in cerca di aiuto online 🙂

Nel wiki di ubuntu-it ho scoperto il comando per ottenere i privilegi di amministrazione su determinate operazioni: sudo. In pratica,

sudo (superuser do) consente di eseguire un comando come se si fosse un altro utente. Effettua una specie di sostituzione, previa autorizzazione, tra l’utente attuale (colui che esegue il comando sudo) e l’utente target (colui che esegue l’effettivo comando)

Quindi, per avere i privilegi di amministratore, non basta il comando

su

ma, nella command line, bisogna digitare

sudo su

root
A questo punto, bisogna muoversi sulla directory dove si è scaricato il pacchetto XAMPP e digitare il comando di istalazione, come spiegato nella guida.

Per avviare e fermare LAMPP, bisognerà sempre autenticarsi come root e digitare i comandi

/opt/lampp/lampp start
/opt/lampp/lampp stop

Muovendo i primi passi, ho scoperto pure che si può avere una comoda interfaccia grafica per gestire le directory dove sono necessari i permessi di amministratore.
Il comando è

sudo nautilus

Si aprirà una normale finestra finestra di esplorazione, che darà la possibilità di muoversi e operare sulle directory su cui sono necessari i privilegi di amministrazione.
sudo_nautilus
Dai primi confronti, tutto mi fa presumere che non tornerò più al vecchio sistema…


After fact:

Credo che questo post sia il luogo più opportuno per prendere qualche appunto sulle risorse base che sto trovando online.

Ho appurato che Ubuntu in prima istallazione non prevede l’utente root, e che per operare come amministratore è necessario il comando sudo. A questo proposito, una introduzione ben fatta al comando sudo l’ho trovata su html.it.

Un’utile guida ai comandi di base da terminale è stata pubblicata il 9 settembre, sempre su html.it.

Screengrab: un utile plugin per Firefox

Da una segnalazione del blog di html.it, apprendo dell’esistenza di un plugin per FF che cattura l’immagine della pagina web visualizzata nel browser.

Il plugin si chiama Screengrab ed è disponibile qui: http://www.screengrab.org/

Una volta istallato il plugin, apparirà un’icona nella barra di stato di FF, cliccando sulla quale appare il menu che vedete nell’immagine:

sg_ico

Ed ecco il risultato:

sdc

Unico appunto: Screengrab non cattura le anteprime dei filmati di YouTube.