twitter for dummies: 5 regole utili

Che twitter sia diventata una delle webapps più popolari, è fuori discussione.
Stamattina ne ho ricevuto l’ennesima prova aprendo il newsreader.

Dal post del geodevelopers blog di Google si apprende che è possibile essere informati delle geonews di Mountain View anche via tweet.

Sono molti i professionisti, più o meno affermati che informano puntualmente e in modo più o meno informale il proprio pubblico anche con la pratica del microblogging.

E sono molte le aziende che coltivano il proprio bacino di utenti reali e/o potenziali anche via twitter.

Ora, però, non tutti operano allo stesso modo… ed è anche giusto. Però ci sono pratiche che, secondo chi scrive, andrebbero evitate.

Recentemente ho ricevuto il follow dal team del blog di html.it. Vi assicuro che la cosa mi ha fatto un certo piacere, ed ho subito ricambiato. Ma poi vengo subissato da aggiornamenti di status da parte di TUTTI i blog di html.it, che utilizzano TUTTI lo stesso account.

Ovviamente, visto che non mi va di perdere di vista i twit dei miei contatti, tolgo il follow, rinunciando, così, a seguire anche quei blog del team che mi interessano.

Credo che da questo episodio si possa far derivare una prima regola del buon utente di twitter:

1) Non subissare di twit i tuoi followers. Anche se dici cose interessanti e utili, troppa informazione equivale sempre a nessuna informazione. Ti seguirà solo chi usa twitter in modo improprio, non chi lo usa, invece, per comunicare realmente.

Tempo fa mi sono imbattuto, invece, in una serie (abbastanza corposa) di utenti collegati a delicious. Ce ne erano troppi, tanto che, ad una normale ricerca, non sono riuscito a capire quali siano quelli ufficiali (che rappresentano davvero l’azienda) e quali no. Tra questi utenti, alcuni forniscono informazioni abbastanza generiche e saltuarie su delicious (e mi può andar bene), altri invece popolano i database di twitter con una valanga di dati inviati costantemente durante le 24 ore.

Su @delicious_prog, ad esempio, vengono fornite ottime informazioni per sviluppatori e appassionati, ma in quantità tali da non riuscire a star dietro nemmeno alla metà di quello che viene twittato, col rischio di perdere di vista i contenuti più rilevanti. Inoltre, non viene seguito un unico filo conduttore, e questo è un altro elemento negativo, in quanto la varietà di temi toccati può disorientare (nel migliore dei casi), oppure letteralmente stufare il follower.
Quindi mi vengono altre due regole:

2) Non aprire troppi account (specialmente se sei un’azienda). Questo può disorientare il tuo pubblico che finisce per non comprendere quali siano i canali ufficiali (e quindi degni di fiducia) e quali no.

3) Cerca di mantenere una certa coerenza con l’obiettivo che ti sei dato quando hai aperto il tuo account. Se parli di troppi argomenti, e troppo diversi tra loro, chi è interessato alla tua attività non la ritrova come vorrebbe nei tuoi twit.

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Come molti di voi sanno, seguo costantemente lo sviluppo di Joomla!. Per questo ho apprezzato molto il fatto che il team di sviluppatori si sia “allargato” su Facebook, twitter, friendfeed, ecc. ecc.

Non uso molto FB. Non mi piace. Quindi quello che succede lì, non lo so. Seguo, però, twitter e lì l’attività di @joomla non mi convince. In pratica, si limita a segnalare post interessanti che appaiono sui blog ufficiali e semi-ufficiali della community. Ecco, questo modo di procedere per un gruppo che sviluppa software può essere considerato accettabile se portato avanti con coerenza e attinenza agli obiettivi del team, in quanto comunque si tratta di informazione utile e rilevante. Il limite è che si finisce per utilizzare twitter come una specie di aggregatore di news, e forse questo è un utilizzo un po’ limitato. twitter è uno strumento di comunicazione, con un suo proprio linguaggio: utilizzarlo solo per segnalare post sparsi, anche se tematicamente coerenti, significa utilizzarlo in modo molto parziale.
Se, poi, siamo professionisti o aziende che vogliono solo diffondere i contenuti che pubblicano qua e là, … beh, allora stiamo facendo spam.

4) Non utilizzare twitter solo per segnalare i tuoi post. twitter ha delle potenzialità comunicative notevoli: indagale, ragiona su quello che fanno gli altri e su come lo fanno, dialoga con il tuo pubblico usando lo stesso tono comunicativo e cercando di rimanere un punto di riferimento per le informazioni che fornisci.

Sempre a proposito di Joomla!… Qualche giorno fa ho avuto il follow da parte di Joomladays NL. NL sta per Nederland, ovviamente. Va benissimo, sono contento. Ma… scrivono in olandese. Mi spiace, ma non ho ricambiato la gentilezza e non li seguo.
Mi sono chiesto, però, che utilità possa avere per loro seguire me, che, a parte 5 o 6 twit da quando ho aperto il primo account, scrivo solo in italiano (spero un italiano decente, almeno). Secono me, nessuna. Probabilmente mi hanno dato il follow solo per informarmi della loro esistenza. Avrei potuto seguirli ed essere aggiornato sulle loro attività, certo.

Ma…

Ma loro, a me, che importanza danno? Con la pratica del follow generalizzato seguita da molti (moltissimi), succede che si viene a creare di nuovo il canale uno-a-molti: se ho 10.000 followers, come potrò mai seguire le loro conversazioni? Come potrò mai sperare di avere un colloquio? Come potrò capire il feedback del pubbilco? In pratica, è normale usare twitter solo per informare e non per essere informati?
E allora, ecco la scoperta dell’acqua calda:

5) I mercati sono conversazioni. Se non sei in grado di seguire con una minima attenzione le attività dei tuoi contatti, significa che non li stai ascoltando, non gli stai dando la dovuta importanza, e non riesci nemmeno a percepire il loro feedback, positivo o negativo che sia. Stai sbagliano strategia di comunicazione.

Insomma, a parte lo stimolo a scrivere il post, il feedreader ha fatto il suo lavoro. Ho aggiunto @googlemapsapi e @pamelafox ai miei contatti (non sapete chi è? Una sviluppatrice del team di Google, autrice di guide come questa).

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2 thoughts on “twitter for dummies: 5 regole utili

  1. Continuando a disquisire di acqua calda, spero di non compiere reato di lesa maestà suggerendo a html.it di utilizzare gli hash tags. Non risolve certo il problema ma… aiuta 🙂

  2. mi sembra un buon punto di partenza 🙂
    però, nel caso in esame, avrei aperto un account per ogni blog. se non sono interessato alle auto, perchè dovrei seguirmi tutti gli aggiornamenti del blog sulle auto?

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