Otto cose su Second Life

Mario mi invita a partecipare ad una catena di Sant’Antonio che, per una volta, sembra una bella ed interessante iniziativa. Chi partecipa alla catena deve dire otto cose che riguardano la sua seconda vita. Ecco le mie:

  1. Second Life è uno spazio di interazione. L’idea che mi sono fatto è che la gente ci va perchè ha la possibilità di creare delle cose, occupare degli spazi, lasciare un segno della propria identità. Tutto è evanescente, instabile, ma le possibilità di relazione sociale, di scoperta dell’altro, di apprendimento reciproco sono illimitate. Questo è anche il motivo che mi ha spinto a rimanere in SL dopo i primi giorni pieni di incertezze.
  2. Second Life è uno spazio ancora tutto da esplorare. Probabilmente SL ci offre per la prima volta la possibilità di esperienze individuali e sociali altamente complesse e coinvolgenti. Essere all’interno del mondo costituisce un’esperienza reale di realtà cognitiva allo stato puro. Il limite è solo nella fantasia.
  3. La mia esperienza individuale in SL è “multiplayer”… Non sono impazzito, nè diventato schizofrenico, ma, come nel web più in generale, assumo identità diverse, alcune volte stabili, altre volte estremamente labili, a seconda della mia intenzione di lasciare una traccia permanente del mio passaggio (fosse anche solo nella memoria di qualche amico avatar), o piuttosto cancellare tutto alla chiusura del client. In questo, SL è come il web.
  4. Da molti punti di vista, SL è insufficiente e insoddisfacente: è difficile da usare, richiede un notevole dispendio di tempo, non dispone di un supporto hardware e software adeguato, spesso il caricamento degli oggetti è lentissimo e il client si inchioda con una certa frequenza…
  5. SL non è il web: non è un ambiente in cui si tiene traccia facilmente delle informazioni, nè è un ambiente in cui si possa agevolmente comunicare attraverso testi scritti e ipertesti.
  6. SL è uno spazio ancora da comprendere per le sue potenzialità comunicative in senso lato, artistiche, creative, di business e, soprattutto, educative.
  7. SL appartiene ai residenti, ma solo nella metafora. Nella realtà appartiene ad un’azienda privata. Qui il suo limite strutturale: SL non è di tutti, ma ospita tutti.
  8. SL è il primo passo verso nuove forme di esperienza virtuale. Probabilmente vedremo presto nuovi ambienti, più evoluti tecnologicamente, più facili da vivere, maggiormente integrati nel web, in grado di scambiare dati con immediatezza e semplicità con altre piattaforme sociali. Probabilmente vedremo presto degli ambienti di realtà virtuale 2.0.

Adesso passo la parola a:

Mithril Beck
Snakey Rossini
Didone Rossini
Eno Coage
Zefiria Dragonash
Carmensita Oh
Suerte Alter

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5 thoughts on “Otto cose su Second Life

  1. Bello – tra gli altri – l’input del punto 7.
    SL è “una piattaforma”, ma come si evolverà il futuro?
    Certo è che ha il vantaggio di essere un “first comer”, che dici?

  2. Per la Linden è senza dubbio un vantaggio quello di essere arrivata per prima. Il primo segna il solco, dà avvio allo sviluppo tecno-sociale, segna una certa direzione. Poi, ovviamente, ci saranno inversioni di rotta, accelerazioni e rellentamenti. Però rimane una sensazione: gli ambienti di RV si svilupperanno molto in futuro.

    Forse 🙂

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