Il geotagging dei contenuti

Come sapete, il 26 gennaio terrò una barConference su unAcademy, il cui argomento sarà legato alla diffusione della conoscenza attraverso il geotagging delle informazioni pubblicate in Rete.

In quell’occasione discuterò di come è possibile mettere a disposizione del mondo connesso ciò che esiste in rete su tre opere celeberrime di uno dei geni dell’arte italiana: Michelangelo Merisi da Caravaggio. Le tre opere sono ospitate nella Cappella Contarelli della chiesa di San Luigi dei Francesi, a Roma.

Negli ultimi tempi si sta diffondendo in Rete la pratica di etichettare le informazioni pubblicate online, non solo su criteri semantici, ma anche in base alle coordinate geografiche del luogo cui queste si riferiscono. Così si assegnano latitudine e longitudine a fotografie, video, bookmarks, pagine web (tra cui i lemmi di Wikipedia), ecc.

Questa pratica rende possibile, attraverso software come il Nasa World Wind (vedi su Wikipedia) e il più conosciuto Google Earth (vedi su Wikipedia), di reperire queste informazioni, associandole a determinate località, visualizzandole su una mappa della zona.

 

San Luigi dei Francesi

Così, chi usa Google Earth, può decidere di vedere dal suo client quali fotografie sono state scattate in un certo posto, geo-etichettate e pubblicate su una piattaforma di photo-sharing come Panoramio o Flickr.

Il geotagging delle foto avrà senza dubbio degli sviluppi notevoli nel prossimo futuro, anche per l’applicazione della tecnologia GPS a periferiche mobili come cellulari e fotocamere digitali. In pratica, la fotocamera (dotata di GPS) registra automaticamente i dati ricevuti dal satellite relativi a latitudine e longitudine del luogo dove è stata scattata la fotografia.

Va ricordato che non è necessario disporre di un software come Google Earth o il World Wind della Nasa per visualizzare contenuti localizzati, perchè è sufficiente utilizzare le Google Maps (per le foto archiviate su Panoramio) o le mappe di Yahoo (per le foto archiviate su Flickr).

In futuro mi soffermerò nel dettaglio su diverse piattaforme che ospitano contenuti condivisi e localizzabili. Adesso vorrei, invece, fare una breve riflessione sulle opportunità culturali offerte dalla localizzazione dei contenuti.

Localizzare geograficamente informazioni relative ad opere d’arte, monumenti, luoghi di culto, offre la possibilità di una conoscenza accurata del luogo che li ospita. Le informazioni vengono generate spontaneamente dagli utenti della Rete, in modo casuale, in momenti diversi, da angolature diverse, con interpretazioni della realtà diverse. Spesso la quantità di materiale informativo è tale da rendere difficile la selezione delle informazioni, ma offre anche infinite possibilità di interpretazione di un certo luogo o di una certa opera d’arte.
Sicuramente, la possibilità di etichettare le informazioni sia geograficamente che semanticamente offre la possibilità di effettuare ricerche che combinino i due criteri, in modo da avere selezioni sempre più accurate.

Insomma, se io cerco informazioni sulle opere del Caravaggio nell’area di Roma, il software a mia disposizione dovrà darmi la possibilità di visualizzare solo le immagini, i video e le pagine web relative, localizzandole con precisione sulla mappa.

Agli amanti dell’arte si offrono delle possibilità enormi di conoscenza. I luoghi reali verrebbero, attraverso una tecnologia virtuale, agganciati alla loro storia. E questa storia non scorrerebbe più sul filo del tempo in modo sequenziale, come nel classico volume scolastico, ma si verrebbe a disporre su una immensa memoria ad accesso diretto, che è quella della Rete, prontamente e semanticamente disponibile.
Cambia il nostro approccio al passato, ma anche alla conoscenza in genere.

Oltre alle evidenti possibilità di diffusione della conoscenza, è chiaro che il geotagging ha delle ancor più evidenti potenzialità nella valorizzazione del territorio a fini turistici. Non presenta alcuna difficoltà disegnarsi un itinerario delle cose da vedere, in base ai propri interessi, navigando una mappa che dà accesso ai contenuti di nostro interesse, fornendoci un elenco di alberghi e ristoranti localizzati in prossimità dei luoghi che visiteremo.

Se è già tutto disponibile, bisogna aspettare ancora un po’ che gli impieghi della tecnologia si diffondano maggiormente a livello sociale, richiedendo, magari, un’evoluzione del software attualmente a disposizione, una crescita nel numero e nella qualità dei servizi online, una standardizzazione dei codici di etichettamento.

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4 thoughts on “Il geotagging dei contenuti

  1. Esiste già una possibilità intermedia di geotagging personale: si basa sulla raccolta periodica delle coordinate rilevate da un GPS. Esistono modelli GPS (vedi pubblicità della Decathlon) da polso, che scaricano tale raccolta su pc, poi linkandosi a GoogleEarth è possibile visualizzare il proprio percorso, ottimo per il Trekking socializzato. Addirittura per chi possiede solo il ricevitore GPS è possibile tramite un programma sincronizzarlo con i dati Exif delle foto e delle riprese, in modo di attribuire ai fotogrammi la geolocalizzazione. Tali fotogrammi poi possono essere utilizzati per “lastricare” la mappa su googleearth conferendole un realismo oltremisura. Ancora: è disponibile una Java app scaricabile su telefonino bluetooth che collegandosi al ricevitore GPS trasmette via UMTS/GPRS le proprie coordinate costituendo una alternativa free al GPS da polso.

  2. Andrea, io l’ho detto che devi aprirti un blog personale!!!
    Sono convinto che verrebbe bene, vista la tua capacità di raccogliere informazione. Pensaci 😉

  3. Ciao Carlo! Auguroni per queste prossime feste. :-)))
    Con calma mi gusterò queste immagini di Caravaggio che hai trovato. Amo molto quest’artista, ho studiato un intero esame su di lui anni addietro.

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