Comunità virtuali

Domani ci sarà il terzo incontro con i ragazzi di Internet Communication.

Il tema, questa volta, sarà strettamente sociale. Parleremo, infatti, delle comunità virtuali. Per degli studenti di Comunicazione Pubblicitaria è indispensabile conoscere le dinamiche sociali che si attivano all’interno dei circuiti virtuali, perchè in quei circuiti si attivano sempre più spesso correnti culturali, mode e mitologie, si genera sempre di più l’immaginario collettivo, soprattutto per quel che riguarda la generazione dei digital natives.

Cercheremo di offrire agli studenti degli stimoli per approfondire il discorso, sia collaborativamente, sia individualmente.

Anche questa volta ho preparato delle slide, pubblicandole sia su Google dos, sia su Slideshare. Eccole:

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7 thoughts on “Comunità virtuali

  1. Sono interessanti queste slide anche se, sinceramente, non ho capito la 17^. In che senso sulla Rete c’è un filtro dopo il lettore?
    Grazie

  2. I media mainstream non pubblicano tutto quello che viene prodotto. Ci sono un’infinità di filtri, organizzativi, culturali, politici, sociali, ecc.
    Nella rete, invece, chiunque può pubblicare qualunque cosa. Tutto viene prodotto, ma solo poche cose riescono a sfuggire all’anonimato, attraverso meccanismi di carattere sociale: io pubblico una notizia sul mio blog e nessuno la legge: rimango nell’anonimato. Se, invece, la mia notizia viene ripresa da qualcun altro, allora la leggerà un certo numero di persone. Se viene ritenuta valida, verrà riportata da un numero sempre maggiore di individui, e sarà sempre più conosciuta. Il filtro, in questo caso, è inverso, oltre che successivo.
    Purtroppo questa slide non è molto chiara, ma non potevo soffermarmi molto sull’argomento per motivi di tempo, quindi ho fatto solo un fugace accenno. In ogni caso, è un argomento degno della massima considerazione ed è anche una delle chiavi di interpretazione del cosiddetto web semantico.

  3. Ho capito cosa vuoi dire, ma non so se la parola “filtro” sia la parola migliore: più che un filtro può essere un amplificatore. E questo amplificatore non c’è solo sulla Rete ma c’è sempre stato con i quotidiani, con la radio e la tv. Quante volte abbiamo consigliato una cosa interessante a un amico?

  4. parlando dell’informazione, normalmente si associa la parola filtro alla parola selezione. diretta o indiretta, precedente o successiva, si tratta comunque di selezione.
    cmq, non sono importanti i termini, quanto piuttosto i comportamenti sociali che ci sono dietro

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