Branding virtuale: tra web e metaverso (prima parte)

SLL’analisi che segue nasce dalla rumorosa polemica che ha animato la Rete negli ultimi mesi: quella tra pessimisti ed entusiasti del business in Second Life. Non sarà un’analisi generale del metaverso o del Web: il discorso sarà limitato alle attività di business, e soprattutto di branding virtuale, sebbene gli ambienti virtuali vengano oggi considerati luoghi da esplorare per molteplici attività umane, dalla ricerca scientifica all’educazione, dalle attività a carattere sociale ad ogni forma di attività ludica.

Gli entusiasti (quasi sempre residenti) hanno magnificato le opportunità di business (e non solo di business) del metaverso, mentre molti osservatori esterni (quasi mai residenti) hanno fortemente criticato SL, considerandola una nuova bolla virtuale pronta a scoppiare. La polemica è stata alimentata, tra l’altro, da un articolo apparso su Wired : How Madison Avenue Is Wasting Millions on a Deserted Second Life. Le considerazioni del giornalista sono senza dubbio pertinenti: molte aziende presenti in SL stanno fuggendo a gambe levate, o stanno pensando di farlo, perchè hanno sprecato fior di milioni in attività di branding o metabranding (attività di branding effettuata esclusivamente nel metaverso – nda) che non hanno avuto il ritorno economico e/o comunicativo sperato. Si nota subito come il tono dell’articolo sia assolutamente diverso dagli umori ottimistici di un anno fa (si legga, al riguardo, l’articolo del Business Week, Virtual Worlds, Virtual Economies).

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Gli argomenti sollevati dalla polemica hanno fornito lo stimolo a mettere sotto esame i comportamenti virtuali delle aziende più note a livello internazionale. Parliamo volutamente di comportamenti, e non di strategie, perchè spesso e volentieri queste risultano del tutto assenti dalle attività di comunicazione online, dentro e fuori SL. Va detto che, proprio quando molte aziende fuggono deluse dal metaverso, alcune vi fanno il loro primo ingresso sperimentando nuove modalità di presenza, come BNL, che seleziona personale, altre ridefiniscono i propri obiettivi aziendali, come Cisco Systems, che crea occasioni di incontro tra dipendenti, partners e clienti che vanno ben oltre le attività di marketing e comunicazione, per spingersi fino alle attività di collaborazione allo sviluppo tecnologico. In questa breve analisi, si vogliono mettere in risalto gli argomenti che sono sembrati più significativi nel dibattito che ha animato (e spesso appassionato) la blogosfera durante l’estate.

continua …

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One thought on “Branding virtuale: tra web e metaverso (prima parte)

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